Francesco Gabbani torna sul palco dell’Ariston dove ha vinto lo scorso anno, con il brano “Amen”, il Festival di Sanremo e il Premio della Critica Mia Martini, nella sezione giovani, e il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo del Festival.
Torna, questa volta tra i big, e presenta “Occidentali’s karma” brano scritto insieme al fratello Filippo Gabbani, a Fabio Ilacqua e a Luca Chiaravalli.
“Occidentali’s karma”, in uscita nelle radio, su tutte le piattaforme di digital download e streaming e su youtube dopo l’esibizione sul palco dell’Ariston, sarà contenuta nel nuovo disco che verrà pubblicato, a fine aprile, da BMG Rights Management (Italy).
Il brano sarà anche disponibile in edizione 45giri colorato, a tiratura numerata e limitata (1000 copie).
Lo abbiamo intervistato e ci ha raccontato un po’ di cose!
È stata un’esperienza di vita, in un contesto nuovo e mai vissuto che ho affrontato con entusiasmo. Mi ricordo bene il momento in cui si pensava fossi escluso. Poi sono tornato in gara e la strada si è completamente riaperta. Una gioia.
Ormai i talent sono un modo di presentare nuovi artisti e nuovi progetti musicali. Io non ho scelto questa strada perche sono un cantautore e quindi non l’ho mai considerato come il percorso giusto per me. I talent portano persone veramente brave al successo, ma altre invece magari il giorno prima cantavano sotto la doccia e il giorno dopo sono in tv
Con questo brano non sono poi molto distante dall’anno scorso. La mia musica è espressione di quello che sono. Alla fine da “Amen” è passato solo un anno, non sono cambiato poi così molto! Il mio pezzo ha una duplice faccia: da una parte è scanzonato leggero, ma il testo è uno spunto per riflettere sul modo di vivere di noi occidentali. Spero che le persone ne colgano l’ambivalenza.
Temere è una parola strana, credo che Sanremo non sia tanto una competizione quanto l’opportunità per dar voce all’arte. Se devo dire per forza qualocsa, beh.. temo tutti perche ognuno trova il suo modo di esprimersi e farsi notare.
Tutte e nessuna. Ho sempre avuto ispirazioni eterogenee e trasversali, ho sempre ascoltato la musica che mi emoziona e che mi dà la carica. Se proprio mi costringi a dirtir un nome (ride, n.d.r.) allora il grande Franco Battiato.
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