Sfera Ebbasta presenta Zero, il suo primo libro “Bisogna ricordarsi da dove siamo partiti”

La pioggia non li ha fermati. Erano in tanti i ragazzi sotto la Mondadori di Milano ad attendere l’arrivo di Sfera Ebbasta in occasione del suo libro “Zero“. L’artista ha infatti realizzaro la sua prima opera letteraria e l’attesa per sapere il contenuto, il perchè sia nato questo libro e ogni piccola storia che si nasconde tra quelle pagine è alta.

Del resto l’ascesa al successo di Sfera Ebbasta è stata fenomenale: dai casermoni di Cinisello Balsamo, ha iniziato a fare Rap giá da quando era piccolo e rimane affascinato dal mondo della trap le cui influenze si sentono benissimo nella sua musica e nei suoi brani. Ora pubblica i suoi dischi per Universal Def Jem, tra le piu blasonate etichette hip hop italiane.

Il suo libro è ricco di foto, di frasi scritte come slogan, quasi urlate attraverso le pagine cartacee e racconta di lui, della sua vita, delle sue paure e delle sue scalate verso il successo.

“Abbiamo iniziato a lavorarci in tempi recenti – spiega Marta – Non è una biografia in senso stretto perchè Sfera ha 24 anni e di cose da dire ce ne saranno ancora molte. È una full immersion in ciò che lui ama, con tante interviste anche a coloro che gli stanno vicino”.

“Sono contentissimo, non pensavo di arrivare a fare un libro così in fretta – racconta Sfera Ebbasta – Sarà il primo libro che leggerò nella mia vita mi sa. Ho voluto chiamarlo Zero perche avendo così tanto successo in poco tempo è facile montarsi la testa, invece è bene ricordarsi da dove siamo partiti”.

“Ciò che mi ha contraddistinto è un mix di qualità, impegno e anche fortuna sicuramente, io mi sono concentrato tanto sulla musica ed è importante. Mi sono accorto che le cose stavano funzionando quando ho caricato su YouTube le canzoni che hanno iniziato a raggiungere tantissime views e con Panette le etichette hanno iniziato a contattarmi”.

“Spero che i ragazzi più giovani che mi seguono sappiano che se racconto una cosa non incito a farla, io sono io ti dico cosa è giusto per me, non è detto sia giusto per tutti.Da ragazzino io ero influenzato dal rap, ma non è che facevo tutto ciò che mi veniva detto. Nel libro c’è anche una parte dedicata alle decodifiche delle liriche”.


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