Addio a Clyde Stubblefield: lo storico batterista di James Brown

Clyde Stubblefield

Clyde Stubblefield – Wikicommons

Non è iniziata bene questa settimana. Se da una parte siamo un po’ tristi e commossi nel ricordare Kurt Cobain che oggi avrebbe compiuto 50 anni, dall’altro dobbiamo affrontare la scomparsa di un grande musicista.

Il mondo della musica infatti piange la scomparsa di un musicista di grandissimo pregio e valore: Clyde Stubblefield. Era un’icona musicale nonchè storico batterista della band di James Brown.

La malattia di Stubblefield e l’aiuto di Prince

La sua scomparsa, purtroppo, non stupisce visto che l’artista aveva 73 anni, ma da diverso tempo stava lottando con un grave cancro alla vescica. Le costosissime cure, in parte, erano sostenute dall’amico Prince e, la notizia di questa solidarietà umana tra musicisti, è emera solo dopo la scomparsa del “folletto”. Prince infatti avrebbe contribuito con un assegno di 80 mila dollari alle cure dell’amico musicista, ma ad una condizione: non si sarebbe dovuto sapere.

Chi era Clyde Stubblefield

Ma chi era Clyde Stubblefield? Conosciuto come uno tra i batteristi più campionati del mondo, soprattutto nell’hip hop, Stubblefield ha suonato alcune delle canzoni più famose di James Brown degli anni ’60 e ’70 come “I’ve Got The Feeling” e ha anche preso parte al celebre album “Sex Machine”, passando alla storia per il suo magico assolo in “Funky Drummer“. A metà circa del pezzo, James Brown dichiara di volerdare al suo batterista il “funky soul” e da qui nasce questa pausa di otto battute creata da Stubblefield diventata poi il pezzo di batteria più campionato della storia: si parla di oltre 100 canzoni che lo hanno utilizzato.

Nato e cresciuto in Tennessee, circondato da fabbriche e rumori monotoni e ripetitivi delle industrie, è qui che ha affinato la sua percezione del ritmo. La sua prima “grossa” esperienza musicale è stata con Eddie Kirkland e durante un tour con Otis Redding. Ma dal 1965 entra nel team di James Brown e, da lì, ha spiccato il volo. Nel 1997 è arrivato anche il primo album da solista che ha ottenuto un moderato successo di vendite.

Insieme a John Starks, altro batterista di grande spicco, crearono e furono i padri in un certo senso del controtempo utilizzato nel funk.

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