La storia di Mark David Chapman: l’assassino di John Lennon

NEW YORK, UNITED STATES:  ACOMPANA NOTA EEUU-MUSICA-LENNON / PERSONAJE (ARCHIVO) Foto del 09 de diciembre de 1980 de Mark David Chapman, asesino convicto del cantante John Lennon, quien pidio salir en libertad condicional el 30 de setiembre de 2004 tras pasar 20 anos de carcel. Chapman fue condenado a entre 20 anos y perpetuidad por asesinar a balazos al ex integrante de los Beatles frente a su domicilio en Nueva York el 08 de octubre de 1980.       AFP PHOTO / NYC PD  (Photo credit should read NYC PD/AFP/Getty Images)

Non liberate l’assassino di mio marito“. Ogni 2 anni Yoko Ono, ex moglie di John Lennon, invia questa lettera alla polizia di New York per far negare la libertà condizionale a Mark David Chapman. Sono passati 36 anni dall’arresto e il pubblico lo considera un fan impazzito oppure uno dei tanti criminali svitati che, purtroppo, sono comuni nel mondo.

Tuttavia Rolling Stone ha pubblicato un lungo articolo che delinea un profilo particolare dell’assassino di Lennon. A partire dalla sua ossessione per la religione.

Da piccolo Chapman ha trascorso anni difficili, bullizzato e solo. Da adolescente invece sperimenta le canzoni dei Beatles sulla chitarra, gruppo che adora. A 16 anni si converte al presbiterianesimo e Lennon da idolo diventa un pericoloso blasfemo, soprattutto dopo la sua frase per cui i Beatles erano più popolari di Gesù.

Questa ossessione, insieme ad una vita difficile che lo porta a provare il suicidio più volte, è l’inizio della fine. Gli viene diagnosticata una forte depressione e il suo comportamento tra il 1977 e il 1980 è preoccupante. Nell’autunno dell’80 Chapman inizia a pianificare l’assassinio di Lennon e si sente come il giovane Holden, un ragazzo animato dall’esigenza di purificare e dichiarare guerra agli ipocriti.

Ipocriti tra cui, oltre a Lennon, figuravano nella mente di Chapman anche Marlon Brando e Elizabeth Taylor. Ma il suo peggior nemico è sempre lui: John Lennon, colui che aveva rinnegato Gesù. Così il 7 dicembre 1980 c’è il primo passo di Chapman verso il folle gesto: avvicina James Taylor, il cantautore, e il giovane inizia a parlargli in modo sconnesso di John Lennon e di alcuni grammi di cocaina che avrebbe regalato a un tassista. Il giorno seguente si apposta davanti al Dakota Building stringe la mano al figlio di Lennon e si fa fare un autografo proprio da lui, John Lennon in persona.

 

Alle 22.50 della sera stessa Chapman si trova di nuovo al Dakota Building, tira fuori la sua 38 millimetri e spara 5 colpi e poi si siede, aspettando la polizia e leggendo il Giovane Holden.

Sono passati anni, ora Chapman ha 55 anni, dopo aver confessato l’omicidio e aver ricevuto delle diagnosi di schifzofrenia, maniaco depressivo e disturbi della personalità, non rilascia interviste e spera che la commissione per la libertà vigilata si convinca che ormai è un uomo diverso.

Fonte: Rolling Stone Italia

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