Sanremo 2016. Quattro chiacchiere con Irene Fornaciari: “L’Ariston fa venire la tremarella”

Irene Fornaciari

Dopo una tournée italiana lunga due anni, IRENE FORNACIARI torna al Festival di Sanremo con “Blu”, un brano poetico che volge lo sguardo al sociale e che farà parte del suo quinto album “Questo Tempo(prodotto da Diego Calvetti e distribuito da Believe Digital), in uscita venerdì 12 febbraio.

Per la quarta volta sul prestigioso palco, vetrina della migliore musica italiana, Irene Fornaciari interpreterà Blu”, un brano scritto da lei insieme a Beppe Dati autore anche delle musiche con Diego Calvetti (che dirigerà l’orchestra all’Ariston) e Marco Fontana. Per la serata del giovedì, dedicata alle cover, Irene ha scelto il brano “Se Perdo Anche Te”, che fu interpretato da Gianni Morandi nel 1966 (cover di “Solitary Man” di Neil Diamond).

Noi di CheMusica.it la abbiamo intervistata! Ecco cosa ci ha raccontato.

D: Parliamo subito della canzone che porti al Festival, “Blu”. Affronta tematiche importanti come quella dell’immigrazione. Ce la racconti?

Questa canzone l’ho ascoltata per la prima volta due mesi fa, è arrivata quando stavo ultimando il disco. Giuseppe Dati e Marco Fontana hanno scritto questo pezzo e quando l’ho sentita mi è arrivata una botta emotiva incredibile. Viene affrontato il tema dell’immigrazione con una poesia, un racconto che regala delle immagini forti. Quando l’ho fatta sentire a Carlo Conti si è emozionato anche lui. La musica oggi deve essere un veicolo per tenere alta l’attenzione su temi che spesso venogno dimenticati, questa canzone è un racconto sulla migrazione e dobbiamo ricordarci che si tratta di essere umani. Usando così il racconto arriviamo al cuore della gente, ma anche allo stomaco!

 

D: Torni al Festival, fa sempre effetto salire sul palco dell’Ariston?

Il palco di Sanremo è tremendo. Dà gioie e dolori e ogni volta che qualcuno si ripresenta sa a cosa va incontro. È una vetrina incredibile con milioni di persone che in una sera ascoltano la tua canzone e se non piace è un dramma! Dietro poi c’è anche tutto il disco non solo il singolo, Sanremo è praticamente l’ultima occasione per farsi ascoltare, sono felice, ma ho anche ansia! E’ il mio quarto Festival, pensavo di essere navigata, ma invece la tremarella viene sempre.

 

D: Che atmosfera c’è dietro le quinte?

Con gli altri big ci siamo visti poco, devo dire la verità. Però anche con Noemi, Lorenzo Fragola… c’è una grande empatia e questo dà una carica incredibile. Si percepisce armonia e positività, è bellissimo.

 

D: Sta per uscire il nuovo album. Ci dobbiamo aspettare una Irene nuova?!

Nel nuovo album ci sarà un’Irene diversa. In questi anni ho suonato tanto nelle piazze anche con una formazione diversa più intima e questo mi è servito per scoprire delle sfumature della mia voce. Sono andata a lavorare sulle sfumature più scure della mia voce che comunicano di più. Credo sia un processo normale, all’inizio ti scatenei nei virtuosismi, invece poi ti accorgi che la semplicità è la cosa che arriva di più alla gente. Mi sono ispirata a gruppi come London Grammar e alle sonorità un po’ cinematografiche di Lana Del Rey. E’ un album più maturo!

 

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