Quattro chiacchiere con i “Neri Per Caso”: “Stiamo tornando e il Festival di Sanremo resta un sogno”

neri per caso

INTERVISTA DI LUIGI CIAMBURRO

Ventuno anni fa i Neri per Caso vincevano il Festival di Sanremo in maniera quasi inaspettata, balzando su tv e radio con il brano ‘Le ragazze’ eseguito a cappella, fino a diventare un’autentica moda per migliaia di fan e ragazze. A distanza di oltre un ventennio il gruppo salernitano, dopo nove album e tanto successo, ritorna con il nuovo lavoro ‘NPC 2.0’ realizzato da Elios Registrazioni Audiovisive, una sorta di evoluzione non solo dei tempi ma anche di sonorità ed elementi.

Infatti con il passare del tempo qualcosa è cambiato anche per il gruppo salernitano, che nel 2014 ha visto l’addio di Diego Caravano, dedicatosi all’insegnamento musicale in cerca di nuovi stimoli. “NPC 2.0” è il primo album senza di lui, ma a ringiovanire le fila dei Neri per Caso ha contribuito l’arrivo di Daniele Blaquier che, dopo l’esperienza a ‘The Voice of Italy’, vive questa nuova avventura con estrema dedizione ed entusiasmo.

Alla vigilia dell’uscita dell’ultimo album ci siamo intrattenuti con Mario Crescenzo, componente storico della band, con cui abbiamo discusso di passato, presente e futuro. Dai ricordi di quell’indimenticabile serata al Festival di Sanremo fino ai sogni e progetti futuri, attraverso una rivoluzione musicale che sta cambiando il modo di fare, ascoltare e vendere musica, con i suoi pro e i suoi contro.

D: Sono passati 21 anni dalla vittoria al Festival di Sanremo. Che ricordo hai di quel giorno?

All’epoca essere andati a Sanremo era già una vittoria. La vittoria è arrivata come un gradevole schiaffo sulla faccia. Noi ci aspettavamo che il gruppo, per una sua naturale indole, avesse un exploit più ridotto, come musica di nicchia, più da premio della critica. Non ci aspettavamo quella vittoria, non sapevamo neppure come reagire… All’epoca ricevevo molte lettere in formato cartaceo, all’epoca esistevano a stento i telefonini, non c’era Internet… Io approfittavo dei viaggi lunghi quando eravamo in tour per rispondere come un amanuense alle lettere delle fan.

D: In effetti la tecnologia ha fatto passi da gigante negli ultimi venti anni, anche in campo musicale. Voi ‘Neri per Caso’ come avete vissuto questa rivoluzione, questa metamorfosi?

Il primo aspetto che è cambiato è il contatto con il tuo pubblico, si ha un feedback immediato. Tempo fa prima di pubblicare un album si facevano i campioni di ascolto, molti ascolti preventivi. Invece adesso la tecnologia accorcia molto le distanze. Credo nel potenziale di Internet, ma sui social sono ancora un po’ scettico anche se sono così popolari. Il mio primo post su Myspace fu una foto con tutte quelle lettere che ho citato prima e ringraziano tutti quelli che dal 1995 ad oggi ci avevano scritto lettere cartacee, promettendo loro che le avrei conservate.

D: Era un segno che i tempi cambiavano e che la tecnologia avanzava a grandi falcate, con ripercussioni anche sulla vendita dei cd…

Non credo che sia solo colpa della tecnologia il fatto che non si vendano molti cd. Un po’ è anche colpa di quello che si mette nei cd, un po’ della grande quantità incredibile di musica che c’è in giro, anche troppa per quanto mi riguarda, e un’altra cosa che potrebbe avere fatto male alla musica sono i prezzi dei cd. Il cambio di formato più traumatico che c’è stato nella storia della musica è stato quello dal cd al formato Mp3, perché è stato un passaggio da un formato concreto, che si tocca, a un formato virtuale come l’Mp3. E credo che questo passaggio ancora non sia completo.

D: C’è il rischio che scompaiano i cd?

Potrebbero fare la fine dei vinili, anche se questi non sono mai veramente scomparsi, oggi io ascolto molto più volentieri un disco in vinile che un cd. Sono molti fattori che contribuiscono alla non vendita della musica… Quando io ero ragazzino c’era una quantità di limitata di dischi in vinile, oggi vai nella cartella Mp3 di un ragazzino e vedi quanti giga di musica ci sono. Ma si passa più tempo a passare al brano successivo che ad ascoltare la musica. E alla fine non si ascolta nulla. Internet potrebbe essere sfruttato meglio…

D: “NPC 2.0”, perché questo titolo? Solitamente 2.0 sta a significare un nuovo capitolo, un cambiamento importante…

Si è parafrasato un po’ il linguaggio del web. E’ una metafora che forzatamente usavo anche per il mondo della donna, che ha fatto un grande passo in avanti. Prima il mondo era molto maschile, adesso è un molto dove ci sono ancora dei traguardi da raggiungere, ma oggi la quota rosa è molto più presente. In chiave moderna la chiamo la donna 2.0. E’ una parola che ho sempre avuto sulle labbra e ci piaceva usarla per evidenziare un’evoluzione del gruppo.

D: Il sogno nel cassetto di Mario Crescenzo e dei ‘Neri per Caso’?

Mi viene facile dirti quello di Mario Crescenzo, è più difficile dirti quello dei ‘Neri per Caso’ perché siamo in sei… Partiamo dal più difficile: quello del gruppo è di poter proseguire per altri venti anni, sarebbe per noi fare una carriera molto longeva. Lo è già, perché un gruppo che compie venti anni è giù un miracolo, perché i gruppi litigano sempre. Personalmente mi piacerebbe diversificare molto la mia attività, propormi in qualcosa di diverso dalla musica.

D: Un esempio?

Mi sono avvicinato al mondo del teatro, ho cominciato con un musical e mi è piaciuto molto. Ma sono stato anche un appassionato di cinema e recitazione, ho avuto esperienze nel doppiaggio. E con i ‘Neri per Caso’ abbiamo partecipato al film ‘La casa dei fantasmi’, dove impersoniamo le quattro statue canterine.

D: Sarà possibile rivedervi in futuro al Festival di Sanremo?

Noi abbiamo un grande amore per Sanremo, personalmente sono legato al Festival sia come artista che come spettatore, da quando ero ragazzo e tutt’oggi mi ritrovo a guardarlo almeno nella serata finale. Andarci è un altro mio sogno personale, forse l’anno prossimo proporrò qualcosa di mio, ma per il momento nulla di ufficiale…

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