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“Luca era gay” di Povia era davvero offensiva? | La verità

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Matteo Fantoli

Si è parlato molto della canzone Luca era Gay di Giuseppe Povia. Una canzone che ha fatto esplodere una polemica lunga almeno per un decennio.

Il cantante de I bambini fanno Oh si presenta al Festival di Sanremo 2009, con una vittoria alle spalle grazie a Vorrei avere il becco, con Luca era Gay. La canzone viene fin da subito osteggiata dalla critica, considerata omofoba e fuoriluogo. Molti non ne leggono nemmeno il testo e non ne capiscono le vere motivazioni. Fatto sta che il ritmo e la voce dell’artista entrano nel cervello e conquistano il pubblico.

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La canzone viene pubblicata come singolo dall’album Centravanti di Mestiere e fa parlare tutti anche se alla fine non riesce a vincere il Festival di Sanremo con il cantautore che sfiora dunque il bis concesso solo a pochissimi eletti nella storia della kermesse della musica italiana. Ma cosa raccontava questo brano?

Luca era gay, Il racconto di Povia

Più volte Giuseppe Povia a fronte di Luca era gay ha parlato di una “storia” e non della necessità di veder ogni gay pronto a trasformarsi in etero. Ha pure sottolineato in una parte della canzone che non si parla di “nessuna guarigione, nessuna malattia” eppure il pubblico e la critica hanno sottolineato come l’artista parlasse tra le righe dell’omosessualità come di una malattia. Una cosa che lascia perplessi ad ascoltare il testo che dice tutt’altro.

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La storia parla di un ragazzo che vive un rapporto morboso con sua madre e che dunque si innamora di un uomo molto più grande di lui. Fino a quando un giorno a una festa conosce una donna che lo fa cambiare, lo fa allontanare da quella storia e gli regala una famiglia. Rimane dunque sbagliato polemizzare anche perché lo stesso Povia ha dimostrato molto spesso di essere persona molto attaccata a tematiche sociali e non discriminatoria mai nei confronti dell’omosessualità. Un abbaglio che sicuramente ha fatto male anche all’autore sempre molto attento alle persone.

Matteo Fantoli

Giornalista pubblicista dal 2013 è laureato in storia del cinema e autore di numerosi libri tra cui “Gabriele Muccino il poeta dell’incomunicabilità” e “Gennaro Volpe: sudore e cuore”. Protagonista in tv di trasmissioni come La Juve è sempre la Juve su T9 e Il processo dei tifosi su Teleroma 56.

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