La storia dell’eremita Robert Plant e del suo “Black Dog”. Il mistero dell’album senza nome dei Led Zeppelin

June 1973:  British rock band Led Zeppelin. From left to right, Robert Plant, Jimmy Page, John Bonham (1947 - 1980), John Paul Jones.  (Photo by Evening Standard/Getty Images)

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Siamo nel novembre del 1971 e i Led Zeppelin, una delle band rock attualmente più famose al mondo, stanno per essere letteralmente consacrati all’Olimpo degli dei della musica. L’album che gli fa fare “il salto di qualità” se così si può chiamare è però avvolto da un mistero.

Ad accrescere la fama dei Led Zeppelin, oltre alla bravura, circola anche una leggenda su Jimmy Paige uno dei chitarristi più bravi nella storia della musica. Secondo alcuni però Paige sarebbe un satanista. Vero o falso che sia non si può sapere con certezza, ma Paige sicuramente era interessato all’esoterismo e al mondo dell’occulto. In breve tempo i Led Zeppelin diventano così esponenti di quello che, una volta, era chiamato Rock Satanico e, persino dietro alla canzone “Stairway to Heaven” ci sarebbe un messaggio di Satana.

Jimmy Paige però non ci sta e, a chi “scherza” troppo su questo argomento, fa causa specificando che il suo giradischi va in una sola direzione, non indietro.

L’8 novembre 1971 esce il quarto disco dei Led Zeppelin senza nome. Un album pazzesco chiamato anche Led Zeppelin IV, che gli fa vincere 1 disco d’oro, 23 dischi di platino e 1 disco di diamante oltre a circa 23.milioni di copie vendute solo negli USA. E’ un disco che viene accomunato proprio a Jimmy Paige, ma questo disco ha ben altro di strano che non si collega al satanismo.

Il disco viene infatti scritto e realizzato, per volere di Jimmy Paige e Robert Plant a Headley Grange. Si tratta di una villa rurale nel cuore dell’Inghilterra, ma che prima di essere riconvertita era stata un manicomio e un orfanotrofio. Il primo pezzo dell’album è “Black Dog”, ma nella canzone non se ne parla. Il cane nero è sulla copertina e, a quanto pare, un cane nero si aggirava intorno a Headley Grange.  Nessuno poteva avvicinarlo e nessuno lo aveva mai visto. Il cane si faceva avvicinare pare solo da Plant ed è sparito quando i Led Zeppelin hanno finito di registrare il disco.

Ma non è solo “Black Dog” ad avere qualcosa di particolare, tutto il disco infatti è costellato di canzoni particolari come Misty Mountain Hop che sembra parlare di un avvenimento che sarebbe accaduto poi nel futuro. Proprio come Going To California: il testo parla di un terremoto fortissimo che ha colpito la California, ma all’epoca il terremoto non era ancora accaduto. Jimmy Paige non la vuole più suonare in pubblico, Robert Plant, sdrammatizza. Ma c’è anche una canzone che parla della morte di John Bonham, detto Bonzo: Four Sticks. Racconta ad un gufo che piange in mezzo alla notte lamentandosi, proprio come sarebbe successo a Bonzo la notte in cui morì.

La sua morte si ritrova anche in When The Leavee Breaks. Per dare un suono ancora più potente alla batteria Bonzo infatti si era fatto scavare una fossa a Headley Grange e aveva registrato proprio da lì. Come da una tomba.

Tutto il disco quindi parla di passato, presente e futuro, ma anche di una persona sola. Di Robert Plant detto l’eremita che vive a Bron- Yr- Aur, un luogo ancora più misterioso del precedente. Nel 1980, dopo la morte di Bonzo, i Led Zeppelin si scioglieranno, ma la leggenda e la loro musica continuerà a vivere senza tempo.

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