“L’anno prossimo pubblicherò un disco a cui sto lavorando da 13 anni ed ha a che fare con la matrice della radice e della ruralità“. Inizia così, con un annuncio, la chiacchierata con il cantautore Vinicio Capossela, che continua in una lunga chiacchierata tra musica, tradizione e letteratura in occasione della presentazione del suo libro “Il paese dei coppoloni”.
“In musica esistono gli spartiti perché la musica va spartita e questa spartizione è qualcosa come il mito, al di fuori dalla storia e del contesto dell’attualità, appartiene alla ritualità.vCi sono quindi musiche che nascono da altre esigenze e parte di questo patrimonio musicale lo ho portato qui a Barolo nella serata di ieri, per riappropriarsi della materialità “.
Parlando dell’Italia e della tradizione invece Vinicio dichiara:”La divisione importante dell’Italia è quello tra terre dell’interno della dorsale appenninica che hanno avuto più o meno una storia simile e anche i dialetti alla fine si assomigliano. Abbiamo un privilegio con i dialetti di riconoscerci in una lingua e ogni paese si identifica nel suo e lo difende quasi a proteggersi dagli altri”.
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