Editoriale. X-Factor 2017: Lorenzo Licitra vince contro i Maneskin, ma come ha fatto?

Ce lo stiamo chiedendo un po’ tutti. Lorenzo Licitra è il vincitore di X-Factor 2017 e, nessuno, ma veramente nessuno, può dirgli qualcosa a livello vocale. La sua estensione è pazzesca, il colore e il timbro sono emozionanti, la capacità di adattarsi al pop nascendo come lirico, ha stupito tutti. Già, però.

Però dall’altra parte c’erano i Maneskin, giovane band romana che ha un impatto sul pubblico a casa e quello dal vivo, incredibile. Si mangiano letteralmente il palco e i ragazzi hanno spiegato più volte che avendo suonato un po’ ovunque, sono abituati a dover catturare l’attenzione di chi, magari, non è venuto in quel locale per sentire loro, ma per bere semplicemente una birra.

Il boom mediatico dei Maneskin, ormai icone di moda e di stile con il lor glam rock ha conquistato pubblico a casa e colleghi giornalisti. Certo, c’è chi dice che la band di Damiano, finito il boom mediatico non avrà vita lunga, altri che invece sostengono che saranno tra i concorrenti di successo usciti da X-Factor con una straordinaria carriera anche dopo. Questo, oggettivamente, potrà dircelo solo il tempo. Ma una cosa è certa la vittoria di Lorenzo Licitra ha stupito tutti, persino i bookmakers che non lo davano tra i favoriti da qualche settimana. Ma allora cosa è successo?

Da casa, vedendo la Finale di X-Factor è indubbio che il Medley con il best of di Lorenzo Licitra ha spettinato un po’ tutti, anche quelli delle ultime file. Un trittico di canzoni emozionanti, certo, ma l’aiuto delle coreografie è senza dubbio stato fondamentale, e si vedeva. La vittoria di Lorenzo quindi ci sembra legata ad un motivo diverso (senza scivolare nel “complotto” per cui Licitra è stato eletto vincitore, ma non dal pubblico).

Licitra a noi sembra un po’, esteticamente, l’Alvaro Soler d’Italia. Sguardo pulito,il fidanzato che ogni mamma vorrebbe per la figlia, voce pacata, mai uno sgarro (al contrario del focoso Nigiotti che pare abbia urlato anche delle parolacce dopo il primo salvataggio) e soprattutto molto tranquillo. Nei modi ci ricorda anche un po’ il Big Boy, Sergio Sylvestre: tutto tenero e affettuoso. Quello che però ci manca, e non ne facciamo mistero, è la grinta. Scherzando tra amici abbiamo nominato Lorenzo, “l’uomo dalla tazza di tè in mano”, visto che nel video della sua canzone d’esordio stringe una tazza fumante con un maglione pseudo-natalizio addosso. Licitra è l’immagine del cantante pulito e pacato che l’Italia veramente cercava?

Probabilmente sì, e i Maneskin si asciugeranno le lacrime con il loro primo Disco D’Oro, alla faccia di tutti gli altri.


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