Sugarpie And The Candyman: “La musica si fa qui e ora”/ L’intervista

Da venerdì, 27 ottobre, è in rotazione radiofonica “Così Splendida” (Irma records/distribuzione Self), il nuovo singolo della band Sugarpie And The Candyman. “Così Splendida” è estratto dal nuovo disco “Cotton Candy Club”, uscito il 6 ottobre per Irma Records. Abbiamo incontrato Renato Podestà e con lui abbiamo cercato di capire un po’ meglio chi sono e perchè dovremmo ascoltarli.

Sugarpie And The Candyman: l’intervista

D:Fate Progressive Swing, così lo avete definito: ci spiegate meglio questo genere?

R: Progressive Swing è un termine coniato da noi perchè quando una persona ti chiede:che genere fai? E dici swing, questa parola ti porta in un mondo che noi amiamo e che conosciamo, ma non è esattamente ciò che facciamo. La nostra caratteristica è ri-arrangiare delle canzoni di tutt’altro genere e riproporle in una veste diversa, come se fossero state scritte negli anni ’40. Incuriosiamo e facciamo sì che chi ci ascolta non dia per scontato cosa sta sentendo.

D: L’album Cotton Candy Club è molto particolare, ce lo raccontate? Come è nato?

È il primo disco in cui ci cimentiamo a fare canzoni in italiano: ne abbiamo fatte un paio in passato, invece qui abbiamo cercato di scriverlo quasi tutte nella nostra linua: sono canzoni tutte nate proprio in italiano. La cosa divertente nello scrivere brani originali per una band che, come noi, è abituata a fare ri-arrangiamenti è proprio l’atto stesso di metterla su con la band e di scriverla. È stato uno sforzo corale, di gruppo. Jacopo ha la penna più facile, ma abbiamo contribuito tutti anche con idee di arrangiamento e soprattutto la cosa interessante dell’approccio è che anzichè fare tutto a tavolino, abbiamo lasciato abbastanza cose…come dire, non al caso, ma all’improvvisazione del momento in studio. Abbiamo montato lo studio con un po’ di strumenti che magari suonavamo a turno scambiandoceli e provandone di nuovi… ed è nato così. In post produzione abbiamo poi lavorato di fino per creare il prodotto finito.

D: C’è una canzone fra queste originali a cui siete particolarmente legati?

Tutti i membri del gruppo ti darebbero una risposta diversa, io personalmente sono legato a Ovunque Lei Sia è un’altra di quelle canzoni nate con un arrangiamento creato ad hoc in studio. La suoniamo spesso dal vivo, non è allegra o festaiola, ma crea sempre un feeling molto bello.

D: Cosa significa per voi fare musica oggi e come ci si deve comportare in questo mondo “oberato” di canzoni brani e artisti?

La fruizione esagerata della musica così veloce al giorno d’oggi è un problema: serve tempo e una attenzione che supera il minuto e mezzo. Se il pubblico non è educato alla musica ci perdiamo tutti, la nostra soluzione è suonare tanto dal vivo nel senso che il vero contatto con l’ascoltatore lo trovi nella dimensione live, non più nei dischi. Oggi ascoltare un disco è un’operazione che porta a distrazione, senti il disco e fai altro. Chi invece ascolta con una soglia di attenzione maggiore è il pubblico ai live. È importante che la persona compri il tuo disco al concerto dopo che lo ha vissuto e gli è piaciuto. Sentiamo il disco a casa ora e vediamo cosa hanno da dirmi queste persone.

D: Cosa significa il jazz per voi?

Siamo tutti jazzisti, non siamo nati e cresciuti con il jazz è ovvio, ma siamo tutti musicisti che suonano anche quella musica lì. È il nostro background che è omogeneo per tutti, come una lingua franca per noi. Sarebbe difficile metterci a suonare grunge. Il jazz è il terreno comune e anche un modo di vedere la musica che ha al centro l’improvvisazione: la musica si fa qui e ora, divertendoci mentre la suoniamo.

D: Avete arrangiato anche alcuni brani di artisti importanti del passato, come mai questa decisione?

Per non annoiarsi cerchiamo sempre di mettere nuova carne al fuoco e così facendo sperimentiamo. Abbiamo tante canzoni che ci hanno segnato e nel disco prima, ad esempio, abbiamo fatto solo Beatles. Quest’anno, in questo disco, abbiamo scelto canzoni degli anni ’80 quindi siamo finita interpretare gli U2, Bon Jovi, gli Europe e con un salto negli anni ’90 anche i Nirvana…gli artisti con cui siamo cresciuti. Sono canzoni che conosciamo e ci piacciono e che in un certo senso abbiamo anche cercato di demistificare. Il pezzo di Bon Jovi ad esempio, abbiamo tolto lo stile macho ed è diventato un po’ una parodia positiva e fatta con rispetto. Stessa cosa con The Final Countdown.

Biografia Sugarpie and the Candymen

La storia di Sugarpie and the Candymen comincia nell’estate 2008 quando cinque amici, Jacopo Delfini, Renato Podestà, Roberto Lupo, Georgia Ciavatta e Alex Carreri decidono di fondare una band che partendo dal beat e dal sound dello swing riuscisse a incontrare il maggior numero di stili musicali moderni. Quello che esce è un genere musicale originalissimo, che viene battezzato “Progressive swing”: una miscela di swing manouche, jazz degli anni quaranta, pop, rock e rock’n’roll. Il primo album, “Sugarpie and the Candymen”, è una collezione di elaborati riarrangiamenti di famose hit (che spaziano da Prince ai Beatles, da Blondie ai Queen per esempio) suonati con il particolare combo del gruppo: una chitarra gipsy, una chitarra elettrica, contrabbasso, batteria e voce femminile accompagnata da sofisticate armonie vocali. Questa formula è la chiave del particolare sound di Sugarpie and the Candymen. Dal 2009 al 2015 il gruppo sforna altri tre album, tutti editi da Irma Records: “Swing and Roll”, dove compaiono per la prima volta brani originali composti dai membri della band, “Waiting for the one”, anche questo con metà brani originali e metà riarrangiamenti di brani famosi, e “Let it swing”, un album monografico dedicato alla musica dei Beatles. Durante questo periodo gli Sugarpie sono impegnati in lunghi tour, che li vedono comparire sui palchi di quasi tutta l’Europa, con una parentesi anche negli Stati Uniti.

Alcuni eventi salienti di questi anni:

  • Il primo premio del pubblico al prestigioso festival jazz di Ascona (Svizzera, 2011)
  • La partecipazione a Umbria Jazz 2015, e Umbria Jazz Winter
  • Le apparizioni sulle Tv e radio nazionali con e senza Renzo Arbore (Concerto di Natale-Rai2, Quelli dello Swing-Rai 2, etc…)
  • La partecipazione ad importanti festival jazz in Spagna, Francia, Germania, Svizzera e Turchia
  • La recensione di Brian May (Queen) sul suo blog, in cui egli dichiara la sua ammirazione per l’arrangiamento del brano dei Queen Bohemian Rhapsody

Dal 2014 c’è qualche cambiamento nei membri della band, Alex Carreri lascia il posto al contrabbassista Claudio Ottaviano, e dall’aprile 2016 la nuova frontgirl diventa Lara Ferrari. La sua voce calda e black dà un tocco ancora più particolare al sound del gruppo, fondendosi perfettamente con l’insieme sonoro preesistente. Da allora il gruppo continua la sua attività partecipando a eventi di rilievo: di nuovo Umbria Jazz, Boogie Woogie International Night (Germania), Jazz au Dehors (Parigi, Francia), Casa del Jazz (Roma, insieme a Renzo Arbore), e molti altri. Nel maggio 2017 cominciano la lavorazione del quinto album, presso il Digitube Studio di Mantova, sotto la supervisione di Carlo Cantini, che esce il 6 ottobre: Cotton Candy Club.


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