Quattro chiacchiere con I Matti delle Giuncaie: “Abbiamo scelto l’allegria per non darla vinta alla vita”

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I Matti delle Giuncaie hanno pubblicato “Noi non siamo stanchi”. Intitolano così il loro nuovo album di quattordici brani in parte strumentali – come da tradizione del gruppo – e in parte cantati. Le musiche della band questa volta hanno duettato con la penna di Eugenio Bennato (Gioco di onde), Enrico “Erriquez” Greppi della Bandabardò (Tango Orango) e Michele Lombardi degli Scaramouche (Maremma Africa), autori dei testi dei tre brani.

Il disco prende vita e forma all’interno di un antico podere nella campagna maremmana, trasformato per l’occasione in uno studio di registrazione da Davide Fatemi (Perfect10). Luoghi del cuore e dell’anima, dove le origini e il mondo attorno si mescolano e si intrecciano fortemente. Evoluzioni, viaggi presunti e reali, ritmi reinterpretati e fatti propri. Un album che più che mai vuole essere “un abbraccio al mondo” ed alla sua diversità e bellezza. Ci troviamo così dall’altra parte dell’oceano con Que bel Québec (featuring i canadesi Marco Calliari, Frédéric Péloquin e Julie Houle), in Sassonia con Uz Ti Sceglie (featuring il gruppo tedesco dei 17 Hippies), in Svezia con la Rapsodia Svedese, liberamente ispirata ad una canzone del compositore Carl Michael Bellman (1740 – 1795), a Berlino con Shawarma (featuring la marching balkan band Zastava Orkestar), a Genova con Un Matto di Fabrizio de Andrè, e più imprecisatamente in mezzo al mare, solo apparentemente persi con Gioco di Onde scritto da Eugenio Bennato, che vede la partecipazione straordinaria anche di Candida Nieri, premio UBU come migliore attrice del 2013.

Noi di CheMusica.it abbiamo fatto quattro chiacchiere con Francesco Ceri e gli abbiamo chiesto di raccontarci meglio chi sono I Matti delle Giuncaie e il nuovo album!

D: Parliamo un po’ di voi. Per chi non vi conosce, come descrivereste voi stessi e il genere musicale che fate!

Dicamo che odiando un po’ le etichette per cercare di spiegarci abbiamo chiamato il nostro genere hard folk. Siamo partiti dal folk, ma siamo ispirati dalla patchanka, quindi viene un mix di generi che si sono fusi dalle nostre esperienze. Siamo suonatori, per noi la musica è condivisione di idee, suono e allegria. La musica per noi è grande e c’è un momento per tutto. Diciamo che noi entriamo in gioco nelle vite delle persone per la spensieratezza per l’allegria. Siamo per lo stare insieme, per l’aggregazione e da qui la nostra attività live. Diciamo che abbiamo scelto l’allegria per non darla vinta alla vita quando ti butta giù! Diciamo cose serie, ma lo facciamo con allegria.

D: Ci spiegate il titolo del nuovo album “Noi non siamo stanchi”?

Come tutte le nostre canzoni, i titoli diciamo che nascono per scherzo e poi si sviluppano. Quando nei live i ragazzi invece di urlare “bis bis” dicevano: “Noi non siamo stanchi” abbiamo iniziato a farci delle domande del tipo: “e noi, di cosa non siamo stanchi?” Nel disco lo spieghiamo con una paginetta se lo volete sapere vi tocca prendere il disco
(ride ndr.)

D: C’è un filo conduttore tematico tra tutte le canzoni? Un argomento che sovrasta gli altri e dà la chiave di lettura del disco?

Questo disco rispetto agli altri è ancora più vario perchè abbiamo avuto diverse collaborazioni. Il filo conduttore è un viaggio possiamo dire… un viaggio musicale e storico: la musica è lo specchio del mondo e noi abbiamo voluto mettere tante musiche insieme per fare qualcosa di bello. La maggior parte delle canzoni sono strumentali, a noi piace suonare. Quando mi presentano come il cantante mi disturba un po’ io sono il mandolinista, butti fuori le tossine sudando !!

D: A quale canzone dell’album nuovo siete più legati e perchè?

Il fatto è che con noi “Matti”, che siamo persone che cercano di essere curiosi, non saprei che dirti. Tutte le nostre canzoni sono particolari.

D: Avete suonato un po’ in tutti i palchi quindi volevo chiedervi: qual è il palco del passato a cui siete più legati e quale palco invece vorreste calcare in futuro.

Diciamo che quando abbiamo aperto il concerto ai Gogol Bordello ero talmente teso che ci accorgemmo alla fine che non avevamo detto nemmeno come ci chiamavamo. Lì è stato emozionante e devo dirlo, abbiamo fatto anche una gran bella figura

Una palco che ci piacerebbe? Qualche sogno lo abbiamo realizzato con Arezzo Wave, mi piacerebbe il primo maggio a Roma, ci proviamo da tanti anni, ma non ce l’abbiamo ancora fatta. Ma poi sognando in grande vanno bene tutti i palchi del mono perchè quando non suoniamo siamo come dei leoni in gabbia quindi speriamo di suonare il più possibile. Io ho mollato tutta una vita da regolare per fare questo. 

 

Bio breve

Nati sulle sponde del “padule” – come amano dire in maremmano – i Matti nascono dall’incontro tra un’ipnotica chitarra classica, un ispirato mandolino, una chitarra acustica rock piena zeppa di rumori e un’incredibile batteria a motore. Lapo Marliani, Francesco Ceri, Andrea Gozzi e Mirko Rosi sono i suoni e le voci della band regina dell’Hard-Folk. Insieme decisero che era arrivata l’ora di unire il folk, la musica gitana, quella cantautoriale e il rock in una patchanka piena di iappappà, meghe meghe, e giga gigumba al fine di ribadire il motto “divertirsi suonando”.

Ai testi preferiscono le piccole frasi, da urlare al cielo – come se avessero la forza di messaggi universali – legate spesso alla propria terra: la maremma toscana. Capitano così ricordi che sanno di antico di quella terra ove veniva coltivata la Canapa Sativa e soffia lo scirocco (Il Bagno nella Canapa) oppure beffe agli amici per il troppo bere (Tomma).

I Matti delle Giuncaie hanno suonato in ogni tipo di struttura o luogo. Sono circa quattrocento concerti in sei anni tra live club italiani, tedeschi, francesi, e canadesi, pinete sul mare, centri sociali, paesini sperduti, con i Gogol Bordello, con la Bandabardò, al Sacro Cuore a Parigi, con Simone Cristicchi e il coro dei minatori di Santa Fiora, con i Modena City Ramblers, con Moni Ovadia e in tanti altri posti e tanti altri artisti.

I MATTI DELLE GIUNCAIE sono:

FRANCESCO CERI – Mandolino

ANDREA GOZZI – Chitarra Acustica

LAPO MARLIANI – Chitarra Classica

MIRKO ROSI – Batteria

DISCOGRAFIA

2010 – IAPPAPPA’ (Eleri Productions) – LP

2012 – IL BAGNO NELLA CANAPA (Eleri Productions) – EP 2013 – CIGNAL PATCHANKA (VRec) – LP

Le date del tour 2016

27/02 Sonar, Colle Val D’Elsa (SI) – data di anteprima

05/03 Carneval Profano, Avenza (MC)

17/03 Arsenale, Verona

18/03 Randal, Sestri Levante

25/03 Faq, Grosseto

26/03 Flog, Firenze

01/04 Portrait, La Spezia

02/04 Officine Corsare, Torino

06/04 Freakout, Bologna

07/04 Serraglio, Milano

Calendario in aggiornamento…

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