La locura lo cura: una sana e lucida pazzia ci permette di evadere dalla prigione dell’intelletto, ci concede di riconoscere che oltre la mente – o attraverso una mente vuota – c’è un universo intero che aspetta solo di essere “sentito”.
La locura può davvero curarci, può aiutarci a svuotare i nostri canali sicché possano finalmente accogliere la consapevolezza del nostro “essere essenziale”. Non c’è nulla da creare, tutto è già dentro di noi: le vere terapie sono tutte distruttive; non abbiamo che da dimenticare tutto ciò che crediamo di essere, così potremo ricordare chi siamo veramente.
Questo album tratta di espansione della coscienza, passando attraverso le stravolgenti esperienze di trasformazione che ho affrontato nel tempo che mi separa dall’album precedente. Ogni traccia corrisponde a un momento unico ed irripetibile del mio percorso: in alcune canto attimi di crisi, in altre attimi di profonda comprensione. Tutte quante seguono i movimenti interiori che ho sperimentato: principalmente quello dalla mente verso il cuore e quello dall’isola in cui mi ero rifugiato verso il mondo in cui vivo ora. La volontà di comunicare qualcosa al mio prossimo è diventata fondamentale, nella misura in cui risalta il mio obiettivo di sempre: la creazione di un’arte che possa essere terapeutica per me stesso e per gli altri. Anche per questo LOCURA segue l’accordatura aurea a 432 hertz, matematicamente allineata con tutte le altre frequenze in natura, che secondo molti ha effetto curativo”. (Pico Rama)
L’album presenta 13 tracce: tutte le produzioni musicali sono di Marco Zangirolami e Pico Rama, a eccezione di Dall’Altra Parte Del Cancello, affidata alle mani di Morgan While, e Un Pezzo Di Terra, di Pico Rama.
Tutti i testi e le melodie sono di Pico Rama a eccezione del ritornello di Your Jungle, scritto e cantato da Yari Power, e delle tre cover Estrellita Divina (canto sciamanico), Dall’Altra Parte Del Cancello (Giorgio Gaber) e Nuevo Horizonte (Kirtan Reggae), nonché l’intro e una parte del ritornello di Loco (Darwin Grajales).
Come per i dischi precedenti è difficile accostare questo lavoro a un genere unico: l’album ondeggia tra raggamuffin, rap e pop sperimentale, con diversi pezzi accostabili a una sonorità dub.
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