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Lady Gaga distrutta in Libano | Immagine che non avremmo voluto vedere

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Matteo Fantoli

Lady Gaga è amata in tutto il mondo, ma non dappertutto c’è rispetto per l’arte e per personaggi di questo straordinario livello intellettuale.

Lady Gaga (Getty Images)

È il caso del Libano dove la cantante americana è stata di fatto umiliata in quanto donna per il suo album Art Pop. In questo compariva senza veli sulla copertina con una sfera blu a coprire la sua natura e le mani sul seno. In Libano si è deciso di allargare quella sfera fino a coprirle anche il lato a con le gambe che sono state tinte di nero per evitare di mostrarle. Che la religione sia libera di portare quello che crede al suo popolo è un diritto, che invece debba togliere a una donna e a una grande artista la possibilità di esprimersi questa è realmente una vergogna.

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Lady Gaga censurata in Libano

La scelta arrivata in Libano su Lady Gaga è quantomeno criticabile. Quello che appare evidente è che non c’è stato rispetto per la sua immagine. La censura è sempre stata una vergogna nel mondo della libera espressione artistica, ricordando i regimi che hanno indirizzato l’opinione pubblica. In più in questo caso non c’era nemmeno nudità o volgarità anzi solo una bella ragazza che mostrava con eleganza la sua femminilità. Questa battaglia ideologica dovrebbe essere portata avanti con maggiore intensità dalle major che dovrebbero eventualmente rifiutare di far uscire i loro dischi se costretti ad accettare questi compromessi.

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Fatto sta che Lady Gaga ha sempre dimostrato la sua grande moralità anche nella vita personale dedita molto spesso a cause sociali e alla voglia di regalare spunti interessanti ai suoi fan. Non sarà di certo una copertina a snaturarla, ma è l’esempio che qualcosa in questo mondo non va come dovrebbe. Anche perché nella vita e anche nell’arte la libertà di espressione del proprio pensiero o della propria immagine dovrebbe essere totale soprattutto in un mondo dove i film per adulti sono alla mercè di tutti nonostante i tentativi di blocco da parte di paesi arretrati culturalmente come il Libano.

Matteo Fantoli

Giornalista pubblicista dal 2013 è laureato in storia del cinema e autore di numerosi libri tra cui “Gabriele Muccino il poeta dell’incomunicabilità” e “Gennaro Volpe: sudore e cuore”. Protagonista in tv di trasmissioni come La Juve è sempre la Juve su T9 e Il processo dei tifosi su Teleroma 56.

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Matteo Fantoli

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