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Colonne sonore

La musica nel cinema di Gabriele Muccino

Published by
Matteo Fantoli

La musica nel cinema di Gabriele Muccino è sicuramente di straordinaria importanza, andiamo a scoprire qualcosa in più in merito al racconto del regista.

Gabriele Muccino (Getty Images)

Nel mio libro “Gabriele Muccino – Il poeta dell’incomunicabilità” ho avuto anche modo di parlare delle colonne sonore dei suoi film, sottolineando come questi ha sempre prediletto la musica italiana per condire le sue opere. Regista di caratura internazionale è riuscito a creare anche dei tormentoni che sono diventate delle vere e proprie hit parade musicali.

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Questo lo vediamo facilmente nell’unica saga cinematografica che ha condotto con i brani che poi hanno ripreso i titoli dei due film e cioè “L’ultimo bacio” e “Baciami ancora”. Condotte da Carmen Consoli e Lorenzo Jovanotti sono state in grado di costruirsi un loro successo indipendente dai film anche se poi nei loro rispettivi videoclip prendono a immagine parti dei film omonimi.

Gabriele Muccino, la musica nel suo cinema


La musica nel cinema di Gabriele Muccino è un elemento fortemente emozionale, riesce a coinvolgere il pubblico e a fargli provare empatia immediata con i suoi protagonisti. Nei primi quattro film (Ecco Fatto, Come te nessuno mai, L’ultimo bacio e Ricordati di me) si fa affiancare a un maestro del genere e cioè Paolo Buonvino. I due si separano, almeno momentaneamente nel periodo americano quando troviamo Andrea Guerra (La ricerca della felicità) e Angelo Milli (Sette anime).

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Torna poi a collaborare con Paolo Buonvino in Baciami ancora stavolta per l’ultima avventura prima dell’approdo negli States dello stesso per Padri e figlie. Con Andrea Guerra torna a lavorare in Quello che so sull’amore. Jovanotti curerà le musiche de L’estate addosso e poi per Gabriele sarà il momento di lavorare con una leggenda come Nicola Piovani in A Casa tutti bene e Gli anni più belli. Lo stesso Nicola che nel 1999 vinse il Premio Oscar per la miglior colonna sonora grazie al film La vita è bella di Roberto Benigni e che in carriera ha lavorato con registi straordinari come Marco Bellocchio, Paolo e Vittorio Taviani, Mario Monicelli, Giuseppe Bertolucci, Nanni Moretti, Federico Fellini, Daniele Luchetti, Luigi Magni e chi più ne ha più ne metta.

Matteo Fantoli

Giornalista pubblicista dal 2013 è laureato in storia del cinema e autore di numerosi libri tra cui “Gabriele Muccino il poeta dell’incomunicabilità” e “Gennaro Volpe: sudore e cuore”. Protagonista in tv di trasmissioni come La Juve è sempre la Juve su T9 e Il processo dei tifosi su Teleroma 56.

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Matteo Fantoli

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