La CIA torturava i prigionieri con la musica metal e le hit delle boy-band

BAGHDAD, IRAQ, FEBRUARY 21:  An Iraqi security officer patrols the grounds at the newly opened Baghdad Central Prison in Abu Ghraib on February 21, 2009 in Baghdad, Iraq. The Iraqi Ministry of Justice has renovated and reopened the previously named "Abu Ghraib" prison and renamed the site to Baghdad Central Prison. According to the Iraqi Ministry of Justice about 400 prisoners were transferred to the prison which can hold up to 3000 inmates. The prison was established in 1970 and it became synonymous with abuse under the U.S. occupation.  (Photo by Wathiq Khuzaie/Getty Images)

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La CIA usava la musica heavy metal e le boyband per torturare i prigionieri.

La notizia è trapelata in Italia grazie a Rolling Stone e, secondo quanto riportato dall’American Civil Liberties Union, la CIA avrebbe usato gruppi e boy band come i Westlife e musica heavy metal per torturare Suleiman Abdullah in Afghanistan, pescatore della Tanzania.

A quanto pare l’uomo sarebbe stato rinchiuso in una cella buia, con un odore acre dovuto ad un fondale costituito da alghe marce e con un sottofondo a volumi altissimi di musica metal e dei Westlife. La musica e certi cd venivano suonati in continuazione fino a sfinire il prigioniero.

L’utilizzo della musica in certi tipi di torture non è nuovo. Sempre secondo quanto ricorda Rolling Stone, a Guantanamo si utilizzavano spesso cd di Eminem, Dr.Dre o Red Hot Chili Peppers.

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