All’interno del numero, le suggestive immagini colgono i tratti più intimi dei protagonisti che si raccontano a 360°.
Justin Bieber racconta delle “Beliebers”, un esercito di fan talmente ossessivo da aver ispirato questo nuovo termine. Sono oltre 63 milioni i follower su Twitter, 27 milioni su Instagram e 163 milioni su Facebook. Ma il giovane cantante ha deciso di cambiare: «Molto importanti sono stati Carl Lentz e Judah Smith, due pastori, due ragazzi superbuoni che mi hanno invitato a passare del tempo con le loro famiglie. Mi hanno ricordato chi sono lontano dai followers di Twitter e Instagram: è stata un’esperienza molto emozionante».
«Ora mi sono circondato di persone positive che mi incoraggiano a esprimere il mio potenziale e a essere felice, ed è questo ciò che conta» afferma, nel suo entourage ora non ci sono più “yes men” ma solo amici che lo tengono con i piedi per terra.
Mika, tra la promozione del nuovo album, concerti in tutto il mondo e la nuova stagione italiana di X-Factor, svela a L’Uomo Vogue il suo sogno: curare la regia di un’opera lirica.
Un artista a tutto tondo, «lavoro ancora in modo “artigianale”» afferma, « Penso che per un artista della mia generazione sia fondamentale avere la libertà di sperimentare, citare e mixare senza preconcetti».
Una storia dal sapore di “romanzo di formazione”, che può sicuramente ispirare i molti ammiratori. Ma Mika non si sente un “role model”: «A dire il vero provo un senso di responsabilità solo nei confronti di due persone: la versione di me stesso a 80 anni, quando mi guarderò indietro sperando di essere stato all’altezza delle mie aspettative. E l’altra versione di me, quando avevo 12 anni e mi sentivo “meno di niente”. Ma a parte queste due persone, penso che i modelli referenziali siano pericolosi. Gli idoli sono fatti per essere distrutti».
Ellar Coltrane – scelto dal regista Richard Linklater come protagonista di “Boyhoodle”, le cui riprese sono durate per un intervallo di 12 anni, dal 2002 al 2013, ovvero dagli otto ai diciannove anni di Coltrane – parla dei nuovi progetti per il futuro: «Ho in mente di recitare ma ora voglio iscrivermi all’università, e oltre ai corsi di scrittura, vorrei seguire quelli di agraria: nel corso della mia vita il mondo cambierà rapidamente, e potrebbe essere una buona idea riuscire a sopravvivere coltivando il cibo che mi serve».
«Io e molti altri della mia generazione siamo interessati a cambiare le strutture sociali», continua, «a correggere ciò che non funziona, ma allo stesso tempo pensiamo che le istituzioni governative non siano necessariamente nel giusto. Io credo che la scelta spetti a ciascun individuo, alle singole comunità. La mia generazione si concentra soprattutto sui problemi ambientali, su come vivere la propria vita».
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