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Due giovani cantanti italiani si suicidano | Un tragico amore

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Matteo Fantoli

L’amore è il sentimento sicuramente più nobile, nonostante questo non può essere negato che a volte si trasforma in situazioni complicate come per due giovani cantanti italiani.

Foto di repertorio (Pixabay)

Quella che vi raccontiamo oggi è la storia di Luigi Tenco e Dalida. I due sono stati artisti straordinari, dotati di grande voce e che hanno cantato con emozione i sentimenti degli italiani. Nonostante siano entrambi morti molto giovani hanno lasciato un segno indelebile nella storia della musica italiana con la loro grandissima propensione ad essere artisti intramontabili e grandissimi protagonisti dei nostri tempi.

Tenco è stato in attività dal 1959 al 1967, riuscendo a raccontare le emozioni in 3 album studio, successivamente sono uscite anche 4 raccolte. Le sue canzoni d’amore disperato ballavano tra la musica leggera e il jazz. Dalida invece ha pubblicato 38 album dal 1955 al 1987. A questi si aggiungono 4 live, 1 colonna sonora e addirittura 80 raccolte. Andiamo ora a leggere la loro tragica storia.

LEGGI ANCHE >>> Il suicidio di Tenco

Dalida e Luigi Tenco, il doppio suicidio

Dalida (Getty Images)

Sia Dalida che Luigi Tenco si sono suicidati dopo aver avuto una storia sentimentale, mai confermata ma sempre sottolineata dai giornali dell’epoca. Prima è toccata al giovane artista di Cassine che si tolse la vita a Sanremo nel 1967 dopo essere stato scartato dalla finale della kermesse della musica italiana. Si parlò a lungo della sua storia fino a che addirittura nel 2006, 40 anni dopo, si confermava l’ipotesi di suicidio. Si era parlato anche di una lunga telefonata alla sua fidanzata Valeria verso il Kenya subito dopo, tesi che a lungo fece vacillare l’ipotesi di suicidio.

LEGGI ANCHE >>> Il triplo cd di Tenco

Dalida invece provo a suicidarsi subito dopo la morte di Tenco proprio per quello che era stato sottolineato precedentemente. Fu salvata da una cameriera. Alla fine si tolse la vita, riuscendoci, il 3 maggio del 1987 a Parigi per una overdose di barbiturici. Il 2 maggio chiamò suo fratello e il manager annunciandogli che non si sarebbe tenuto il servizio previsto per il freddo. Diede la serata libera alla cameriera e andò a depositare tre lettere per il fratello, il suo ultimo compagno e un amico. Si mise nel letto poi ingerendo i barbiturici con un bicchiere di whisky e spense le luci. Sul comodino fu trovato un libro con scritto “La vita mi è insopportabile. Perdonatemi”.

Matteo Fantoli

Giornalista pubblicista dal 2013 è laureato in storia del cinema e autore di numerosi libri tra cui “Gabriele Muccino il poeta dell’incomunicabilità” e “Gennaro Volpe: sudore e cuore”. Protagonista in tv di trasmissioni come La Juve è sempre la Juve su T9 e Il processo dei tifosi su Teleroma 56.

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